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Area ADULTI - Interventi

La perdita del potere d’acquisto delle famiglie, associato al sorgere di nuove povertà multidimensionali, implica una attenta riflessione sulle varie tipologie di condizioni sociali che stanno venendo alla luce in questi ultimi anni.

Stando alle varie proiezioni fornite da ISTAT, EURISPES e CARITAS, tutte, in un modo o nell’altro, pongono l’attenzione sul  fenomeno della povertà che interessa un numero di famiglie più ampio rispetto al passato.

Gli studi fatti evidenziano, in particolar modo, come la nuova povertà riguardi nuclei famigliari a monoreddito  o a reddito zero e, in questa tipologia, rientrano lavoratori sottopagati e coloro che svolgono lavori atipici, interinali  o stagionali, lavoratori ex cassaintegrati  di grandi imprese attualmente disoccupati, lavoratori in mobilità.tl_files/file_e_immagini/Images/pagine_web/AREE_TEMATICHE/nuovepoverta2.jpg

Questo nuovo status sociale  trova  origine  nella correlazione di più cause, gli affitti onerosi e le spese sostenute per il mantenimento del benessere fisico (alimenti, medicine ecc.), le spese per la presenza nel nucleo di figli in età scolare  e le spese alquanto insostenibili riconducibili al possesso di una vettura ecc.

La povertà "estrema” riguarda principalmente le fasce di popolazione dei senza fissa dimora, giovani che hanno abbandonato la famiglia e, in vari casi, ex utenti dei servizi sociali, disoccupati e, poi via via, extracomunitari, nomadi, ex carcerati ecc. 

Le conclusioni finali della ricerca evidenziano infine:

  • la diversa diffusione  del nuovo status sociale  “povertà nuova” e “povertà estrema” sul territorio preso in considerazione, infatti la prima si segnala in modo più o meno uniforme in tutte le aree territoriali, la seconda, si segnala con maggior intensità e consistenza in aree contigue all’area metropolitana torinese;
  • il nuovo status sociale “povertà nuova” è prodotto principalmente dalla perdita del posto di lavoro e dal reddito insufficiente a mantenere sé stessi e la propria famiglia;
  • povertà “ereditata” dal nucleo famigliare di origine, carenza di risorse immateriali (formazione scolastica, formazione lavorativa, cultura ecc.).  

Le cause o i fattori di rischio che provocano  lo scivolamento delle famiglie da una condizione economica tollerabile a una condizione contrassegnata dalla quotidiana insicurezza per la mancanza di risorse sono riconducibili dunque a una o più dei seguenti motivi:

Reddito

  • assenza  reddituale
  • carenza reddituale
  • cessioni del quinto dello stipendio
  • indebitamento con banche, agenzie private e usurai
  • ricorso a parenti stretti per le spese aggiuntive
  • ricorso ai risparmi per sostenere le spese impreviste

Abitazione

  • mancanza abitazione
  • abitazione inadeguata
  • sentenza di sfratto
  • spese per la casa

Istruzione

  • basso livello di istruzione
  • analfabetismo di ritorno

Lavoro

  • mancanza del posto di lavoro
  • lavoro precario
  • lavoro a tempo determinato
  • perdita del posto di lavoro
  • cassa integrazione
  • basso livello di qualificazione professionale
  • difficoltà a coniugare i tempi del lavoro con la famiglia

Famiglia

  • separazioni
  • vedovanze
  • ragazze madri
  • coppie separate con figli minori
  • ingresso in famiglia di un membro aggregato, come genitore anziano
  • famiglia con minore disabile
  • famiglia con figlio/minore dipendente da alcool/droga/gioco
  • famiglia con coniuge dipendente  da alcool/droga/gioco
  • famiglia con minore dai comportamenti devianti
  • famiglia con coniuge dai comportamenti devianti
  • violenze e abusi in famiglia
  • famiglia con figli maggiorenni disoccupati

Salute

  • patologie sanitarie
  • spese sanitarie, degenze, trasporti, medicinali, visite ecc 

Servizi al Cittadino

  • mancanza di sportelli per il cittadino
  • limiti alla mobilità sul territorio per l’acquisizione di servizi
  • emarginazione sociale
  • assenza di centri per l’aggregazione giovanile e delle famiglie


Uno o il concatenamento di più coefficienti di rischio provoca l’inserimento della famiglia in una condizione di:tl_files/file_e_immagini/Images/pagine_web/AREE_TEMATICHE/poverta luogo.jpg

  1. povertà assoluta, come situazione di carenza reddituale che provoca gravi-gravissime difficoltà per sopravvivere, non disponendo di risorse materiali per garantire la pura efficienza fisica.
  2. povertà relativa, come situazione di carenza di risorse, calcolata rispetto alla situazione media del contesto in esame, che assume rilevanza in connessione con la struttura sociale in cui si manifesta ed alle sue relazioni interne.
  3. povertà oggettiva, come situazione di povertà ed indigenza di persone e gruppi che viene misurata su sistemi di rilevazione oggettivi e universalmente applicabili.
  4. povertà soggettiva, rilevabile attraverso l’esame delle ipotesi ed opinioni dei soggetti interessati, e che può presentare uno scarto, anche rilevante, rispetto al parametro oggettivo.
  5. povertà multidimensionale, come situazione che, rapportata al concetto di diseguaglianza, assume le connotazioni di processo cumulativo attraverso fattori concomitanti (scarsità o assenza di reddito, basso livello di istruzione e qualificazione professionale, patologie sanitarie, inadeguatezza o assenza di abitazione, precarietà o assenza di un posto di lavoro, emarginazione sociale…).
  6. povertà economica, come situazione che, sempre rapportata al concetto di diseguaglianza, si rappresenta con la sola dimensione relativa alla carenza di risorse finanziarie.

Il Piano di Zona deve dunque tenere conto di tutti questi fattori di pericolo e riconoscere alla famiglia il ruolo prezioso di volano nei processi di coesione sociale, di strumento di rafforzamento contro il rischio di emarginazione per le persone maggiormente esposte (minori, anziani, persone con disabilità), il luogo privilegiato per il consolidamento delle relazioni tra persone e tra generazioni.

Per tradurre in realtà tale principio è necessario:

  • Sostenere i compiti genitoriali, le relazioni e le funzioni di cura reciproca all’interno della famiglia e della comunità cittadina.
  • Accompagnare la vita della famiglia nei momenti cruciali del suo ciclo vitale.
  • Promuovere l’innovazione e la sperimentazione nei servizi per adeguare tempestivamente la risposta ai bisogni.