Anziani

Notizie

Mar
07
2017
S.U.S.S.

Dal 01/01/2017 lo Sportello S.U.S.S. è attivo presso la sede del C.I.S..S-A.C. in via San Francesco,2 a Caluso. Per maggiori informazioni sugli orari e il servizio consulta la pagina dedicata.

Area ANZIANI - Interventi

anziani

Il secondo millennio è stato caratterizzato, nei paesi più ricchi, da un profondo mutamento dell'organizzazione sociale e nei sistemi che la compongono quali l'economia, la famiglia, la politica e la vita di relazione.

L'aumentato benessere ed  i notevoli progressi della medicina hanno reso possibile l'innalzamento dell'età media della popolazione imponendo, in tal modo, una ridefinizione del ruolo dei soggetti della terza età usciti dal mercato del lavoro con problemi, talvolta, non poco irrilevanti di natura psicologica ma tuttavia in condizioni fisiche accettabili rispetto al contesto socio-economico in cui vivono.

L'offerta dei servizi disponibili al cittadino, intesi in senso largo, dovrà necessariamente tener conto della nuova situazione che si è venuta a creare, considerando il contesto come una nuova opportunità positiva sorgente di possibili, nuovi ed ulteriori sbocchi socio-economici.

Il tempo libero per le attività personali preferite aumenta in modo considerevole ribadendo una disparità tra uomo e donna in quanto, per l'uomo, la giornata da pensionato è intesa come spazio da riempire con interessi di svago e di relazione, per la donna come continuazione di compiti, mai venuti a meno, di accudimento della casa e dei familiari più prossimi.

Secondo un'indagine dell'IRPPSS (Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali), i pensionati che si dedicano ad attività di varia natura sono il 36%:
  • il 19%  pratica sport
  • l'11%   offre il suo tempo al volontariato
  • il 6%   frequenta corsi di vario genere

e la scelta delle attività dipende dal sesso e dal titolo di studio posseduto.

Istruzione Anziani
Le donne tendono a svolgere un lavoro di cura attraverso il volontariato, quindi ricoprono un ruolo che tradizionalmente è riconosciuto loro mentre gli uomini seguono interessi ed esigenze personali dedicandosi in larga parte ad attività sindacali (14%) e ad altre come il controllo e la cura dei giardini (3%), la vigilanza davanti alle scuole (3%) e il volontariato nella protezione civile (4%). I corsi delle università della terza età sono frequentati dagli uomini laureati (25%), dai diplomati (36%) mentre per quanto riguarda le donne, dall'11% delle laureate e dal 39% delle diplomate.

Gli anziani meno istruiti tendono a dedicarsi in larga parte al volontariato: tra gli uomini il 28% con licenza media ed il 29% con licenza elementare o nessuna istruzione, tra le donne il 22% con licenza media ed il 47% con licenza elementare o nessuna istruzione.

Gli anziani e lo sport
Per quanto riguarda lo sport, archiviata ormai l'immagine del pensionato dedito al gioco delle bocce, delle carte o alle attività di caccia e pesca, dagli anziani sono molto praticati il trekking e la bicicletta mentre le anziane si dedicano volentieri alla ginnastica, la danza ed il nuoto.
Giusta attenzione occorre porre al particolare che con il correre del tempo e della limitazione della propria autonomia fisica, il benessere degli anziani è molto legato al contesto familiare in cui sono inseriti: in Italia in circa il 47% del totale delle famiglie vive almeno un anziano di oltre 60 anni ed il 38% quelle con almeno un anziano di 65 anni e più. L'invecchiamento si sviluppa all’interno delle reti familiari il che implica l’assunzione, da parte delle componenti giovani e adulte delle famiglie, di particolari responsabilità e adattamenti dei tempi, delle occupazioni lavorative, dell'utilizzo del tempo libero e della vita di relazione, nel rispetto delle esigenze di cura che il soggetto anziano richiede.
Aggregazione

Occorre inoltre tenere conto che la forma della famiglia e delle reti familiari mutano lungo il ciclo della vita e che vi sono individui e famiglie nucleari che possono trovarsi a contare solo sulle proprie risorse ristrette, mentre altri possono vivere da soli ma contando su una più o meno fitta rete di relazioni familiari e amicali.

E' essenziale dare importanza  alla libertà di scelta della persona anziana, favorire l'atteggiamento positivo e disponibile verso l'età dell'invecchiamento, promuovere un invecchiamento attivo, sostenere la vita indipendente con lo scopo di eliminare e/o ridurre i fattori di rischio psicologico dovuti a:

  • ritiro sociale
  • trasporti insufficienti
  • barriere architettoniche
  • vedovanza
  • abitudine a stili di vita sedentari
  • progressivo processo di solitudine ed emarginazione
  • difficoltà al cambiamento
  • difficoltà di accesso ai servizi esistenti
  • dimissioni da strutture di ricovero
  • ricovero in strutture residenziali assistenziali
  • spese sanitarie, degenze, visite specialistiche
  • insufficiente autonomia economica
  • presenza di patologie sanitarie invalidanti o soggettivamente ritenute tali.
anziani
L'abitazione che ha assistito al passare del tempo e che rappresenta i ricordi di vita dell'anziano, deve essere valorizzata come lo strumento fondamentale per preservare il suo diritto di cittadinanza: continuare a vivere in casa e nel proprio tessuto sociale costituisce uno stimolo continuo al mantenimento dell'autonomia, previene l'isolamento, combatte il senso dell'inutilità e previene la depressione, tutti fattori che favoriscono il decadimento senile.
Ciò nonostante occorre tenere conto dei fattori di rischio dei traumi che un anziano può correre nel proprio domicilio e che sono riconducibili a:
  • arredamento e suppellettili instabili
  • scale assenti di corrimano
  • scarsa illuminazione
  • bagni e toilette non adeguati
  • animali domestici
  • barriere architettoniche (mobili non ben posizionati, tappeti, spigoli, ecc.)
  • presenza di farmaci psicoattivi o ipotensivi.

La recente legislazione (legge 328/2000 e legge regionale 1/2004) pone particolare attenzione ai servizi da riservare in favore delle persone anziane volti a sostenere e a favorire la loro autonomia, sulla riduzione dei rischi della non autosufficienza e la loro permanenza nell'ambiente familiare specialmente per quanto riguarda i soggetti non  autosufficienti.

Alla famiglia occorre riconoscere il sostanziale ruolo di autodeterminazione nei processi di coesione sociale, di strumento vitale contro il rischio di emarginazione per le persone maggiormente esposte (minori, anziani e persone diversamente abili), nell'individuarla quale luogo privilegiato per il consolidamento delle relazioni tra persone e tra generazioni. Pertanto, per tradurre in realtà tale principio, occorre:

  • sostenere gli aspetti relazionali e le funzioni di cura reciproca all'interno del nucleo familiare e della comunità sociale;
  • accompagnare la famiglia nei momenti difficili del suo ciclo vitale;
  • promuovere servizi innovativi per adeguare tempestivamente la risposta rispetto ai bisogni.