Linee guida regionali e modulistica

Il Piano di Zona "rappresenta lo strumento fondamentale e obbligatorio per la definizione del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali del territorio di competenza" (1).

Introdotto nella normativa nazionale dalla Legge 328/2000, in Piemonte l'avvio della predisposizione dei Piani di Zona è avvenuto a seguito dell'emanazione della Legge regionale 8 gennaio 2008, n. 1 dove, all'art 17, si richiede a comuni singoli e associati di approntare il proprio Piano di Zona; la DGR 51-13324 del 3 agosto 2004 aveva in seguito avviato il primo triennio sperimentale fornendo le linee guida per la loro predisposizione.

La nuova deliberazione della Giunta Regionale n. 28-12295 del 5 ottobre 2009 ha rinnovato le linee guida inaugurando un nuovo triennio di programmazione, 2010-2012, ed ha  meglio definito il ruolo dei partecipanti all'iter di formazione e realizzazione del documento di programmazione locale. Inoltre il provvedimento si pone quale obiettivo la valorizzazione del Piano di Zona quale strumento di programmazione intesa in "senso verticale (servizi innovativi, implementazione dei servizi esistenti, miglioramento della qualità, intesa quale efficienza ed efficacia degli interventi da realizzare) e in senso orizzontale (allargamento della partecipazione alle attività di programmazione e pianificazioni di soggetti, pubblici e privati, precedentemente assenti o scarsamente coinvolti) ovvero di razionalizzazione e/o riformulazione delle attività esistenti".(2)

Gli Ente gestori delle funzioni socio-assistenziali, di cui all'art. 9 della L.R. 1/2004, hanno la titolarità dell'iniziativa e del coordinamento delle fasi di predisposizione del Piano di Zona nonché del coordinamento delle attività di realizzazione delle azioni in esso previste.

Note:

  1. art. 17, legge 8 gennaio 2004,  n. 1.
  2. Linee Guida per la predisposizione dei Piani di Zona – triennio 2010-2012.
(Fonte: sito Internet della Regione Piemonte)

Linee guida e modulistica